MARQUEE SKYDECK AT EDGE, 21+, NEW YORK   [EMBED PINTEREST]

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CITTÀ: NEW YORK

GIORNALE: LA VOCE DI NEW YORK

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FEATURED IMAGE

FOTOGRAFIA PINTEREST

Hudson Yards New York | Hudson Yards

Es Dan

EMBED (LINK)

https://pin.it/BsoKDunFZ

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DI WALTER GALASSO

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   Pop-up, altamente up-to-date, da urlo e non solo. Incanto in volo, effervescente eccitazione edonistica e culturale, gusto da sballo in quel di New York. E pure un Evento vietato ai minori (di anni 21), ma l’erotismo non c’entra, salvo l’uso del termine “libido” nella sua generale e freudiana accezione pulsionale. Il teatro splende, fulgido e raro, in mezzo alle mirabilia della Grande Mela. A proposito: nella genesi di “The Big Apple” c’è la musica, e proprio le sette note sono protagoniste di questo Evento by Tao Group Hospitality, intercontinentale eccellenza in settori come l’accoglienza turistica e, appunto, l’organizzazione di nightclub ad alti livelli.
   Qui i livelli sono high in tutti i sensi, anche nell’altitudine, perché il teatro della kermesse è lassù, nell’ambito dell’Osservatorio Edge nel grattacielo 30 Hudson Yards. Il piano? Quando un Ulisside sia salito al cinquantesimo, già potendo inviare da lontano tanti saluti al pianterreno, è solo a metà dell’opera-ascesa. In questa montagna, il cui apice sfiora i 400 metri, “A 103-story skyscraper”, il floor dell’Edge è di poco inferiore all’apogeo: 100. Il più alto osservatorio en plein air dell’emisfero occidentale, a circa 335 metri dal suolo.
   Non è necessaria l’esperienza diretta, basta l’immaginazione per elaborare una gratificante idea di quali sensazioni si possano provare in e da quella fulgida rosa di vertiginosi punti di vista, capaci di assaporare in tutta la pienezza del gusto visivo lo stratosferico panorama della grandiosa metropoli e megalopoli. Manhattan, l’eponimo (rispetto al grattacielo) river Hudson e altre meraviglie di NYC percepite e ammirate da un ‘encantado’ sguardo ad angolo giro. Sulla schiena i brividi salgono come nel titanico edificio gli ascensori (più di sessanta) e le scale mobili (quasi 10).
   E la palpitante emozione, in ‘matrimoniale’ connubio con un pathos di tipo ‘spirituale’, diventa esponenziale grazie a un ulteriore colpo di scena: un pavimento trasparente, in vetro, atto a regalare ai fortunati astanti l’ebbrezza, un po’ metafisica, di guardare il sublime spettacolo sotto i piedi. Un sud che, come in una magia dell’arte, si trasforma, con surf logico su onde di paradosso e ossimoro, in un ‘su’, come il Cielo e le Stelle, che guardano questo gioiello USA e sorridono.
   In questa location peregrina una discoteca diventa stracult prima della sua prima nota e dopo l’ultima. Marquee Skydeck at Edge, che dal Primo Maggio regala ai fan la sua seconda stagione, è uno show in cui la norma lascia il posto, con umile rispetto, all’Eccezione, mentre DJ strepitosi, big di fama internazionale, laici sacerdoti di uno sballo ad alta densità qualitativa, menano le danze di un fortunato pubblico. Visioni mozzafiato fuori, e dentro ondivaghe performances di ballerine sensazioni.
   Un caleidoscopio di mentali mediazioni fra un frizzante divertissement alla moda e un’intensità interiore -imparentata con una specie di poesia pratica- in una verticale vita notturna, come “La Voce di New York” definisce questo tourbillon di pro -inclusivo pure di fertile adrenalina- nell’articolo “Vertical Nightlife in Manhattan: Marquee Skydeck Returns to Edge for Season Two”.
   I primi appuntamenti, va da sé, sono già sold out. Chi non è ancora andato chiede all’immaginazione di dirgli quali piaceri da mille e una notte si possano provare su quella pista sui generis, non vedendo l’ora di colmare la lacuna. Chi, beato lui, ne ha già cognizione di causa, si rivolge invece alla memoria, pregandola di custodire in modo indelebile i ricordi di un fantastico pop-up night 21+.
   Tutte le persone che conoscono l’evento  -chicca su un triangolare proscenio da favola-, ammiratrici e ammiratori, tributano un ennesimo Grazie alla meravigliosa New York City.

Walter Galasso